Zeppole, pizzelle e politica
La battuta sulle primarie da fare il 24 dicembre, tra una zeppola ed una pizzella è una delle cose più tranchant che già fa traballare il neosegretario del PD, Enzo Amendola. Ma Enzo De Luca ha detto tante altre cose che è il caso di (ri)ascoltare con attenzione. Su radiopuntonuovo.it
Passato e futuro
Dopo 29 anni, ci sono due modi per ricordare la tragedia del terremoto. Il primo è legato al dovere di conservare la memoria per le migliaia di morti che vi furono. Il terremoto deve continuare ad essere parte della nostra storia, evitando che il trascorrere del tempo faccia prevalere un senso di indifferenza, trasformando questa giornata in un rituale di corone deposte e nulla più.
Il secondo modo per ricordare il 23 novembre 1980 è quello di fare un bilancio del tempo trascorso. Dopo quasi trent’anni, l’Irpinia è certamente una provincia migliore: più moderna, più ricca, progredita. Qualcuno sostiene che siamo il nord del sud d’Italia. È vero: rispetto ad altre zone della Basilicata, della Calabria, della stessa Campania, siamo messi molto meglio. Era il minimo che potessimo sperare di ricevere, dopo gli investimenti pubblici e privati del dopoterremoto. Ma è anche vero che si sarebbe potuto, sia ieri che oggi, fare di più: spendere meglio, ma soprattutto mettere in campo idee, progetti innovativi.
Oggi l’Irpinia è una provincia a metà strada, proprio come le opere rimaste incompiute, buone solo a riempire le pagine dei discorsi di qualcuno. Uno dei simboli del 23 novembre di oggi e di 29 anni fa, è il Corso di Avellino: la sua pedonalizzazione, il nuovo aspetto, rappresentano la voglia di cambiare in meglio; ma c’è anche la ricostruzione rimasta a metà, quei buchi neri che sono un pugno nell’occhio ed anche la prova che l’egoismo, l’incapacità di pochi impedisce alla maggioranza di vivere in maniera migliore.
Il dito nella piaga
Secondo il giudizio quasi unanime dei cronisti e delle parti sociali, il Ministro Sacconi, ieri ad Avellino, ha mostrato una certa lontanza (diciamo così) dai problemi della nostra provincia. Ma nell’intervista che ha rilasciato prima del convegno, Sacconi ha detto una cosa importantissima, rivolgendo un’accusa sacrosanta alle Regioni ed alle stesse parti sociali: la formazione professionale serve solo per far guadagnare qualcosa all’esercito di tutor e docenti. Chi sono questi tutor e docenti, come e da chi sono scelti, è un segreto di Pulcinella non più tollerabile, se si pensa che la formazione professionale è in parte pagata dai lavoratori con le trattenute in busta paga. La formazione professionale è uno dei principali banchi di prova per verificare la buona fede e le buone intenzioni di chi si candida a guidare la Regione Campania, ma anche dei rappresentanti di imprese e lavoratori, che sono parte integrante di questo sistema.
Precisazioni \ 2
A dire la verità mi dà anche un po’ fastidio che altri continuano a scopiazzare le cose che ho pensato e scritto.
Perchè non sia solo un blablabla
Nei suoi primi mesi di attività, l’amministrazione provinciale di Avellino ha avuto un merito indiscusso: si è impegnata innanzitutto per raggiungere due obiettivi, ristabilire il dialogo sociale con imprenditori e sindacati, e rilanciare la sfida delle infrastrutture sul nostro territorio. È evidente che siamo dinanzi a due sfide condivisibili, ma anche difficili da affrontare. Dal convegno di domani con il ministro Sacconi, è lecito attendersi alcune risposte doverose che il Governo, più che la Giunta Sibilia, deve dare al nostro territorio: innanzitutto è bene chiarire, una volta per tutte, cosa si può e si vuole davvero fare per rilanciare l’occupazione nel Mezzogiorno. Messo da parte il credito d’imposta, le imprese si ritrovano da quasi 10 anni senza nessun incentivo statale per assumere nuovi dipendenti. Il massiccio ricorso degli ultimi mesi alla cassa integrazione rischia poi di scatenare effetti perversi, proprio come quelli del reddito di cittadinanza voluto da Bassolino: semplice assistenzialismo a termine, che magari è meglio di niente, ma che di certo rinvia e non risolve il problema del lavoro. Mettendo da parte i proclami, le promesse e gli errori di amministratori e parti sociali, all’Irpinia serve innanzitutto una operazione verità: Governo di centrodestra e Regione di centrosinistra, ed anche Provincia e Comune capoluogo, dicano senza più riserve qual’è la reale situazione, quali progetti si possono davvero realizzare, e quali sono invece poco più di un libro dei sogni. Da 30 anni si sente parlare della lioni- grottaminarda, una strada che nemmeno si sa chi debba fare. Da tre anni parliamo della piattaforma in valle ufita, un progetto che non è mai stato inserito nel piano territoriale regionale. Ed infine, da oltre un anno, nessuno sembra dire le cose come stanno negli stabilimenti fiat della campania, comrpesa la fma: zero euro stanziati da torino per investimenti; che la dicono lunga sulle intenzioni dell’azienda per il futuro delle fabbriche meridionali. Dinanzi a questo quadro allarmante, è forse giunto il momento di una reazione, da parte dei nostri politici e delle parti sociali. Così come spesso ci ripetono, fatti e non solo parole.
Precisazioni
Ho una esigenza. Quella di affermare che le uniche cose riferibili alla mia persona, alle mie responsabilità innanzitutto morali, sono quelle che dico e che scrivo firmandole con il mio nome e cognome: Gaetano Amato. Non attribuitemi più opere, omissioni, scritti pensieri altrui. Soprattutto quelli troppo sgrammaticati. Quando ho un dubbio sul congiuntivo, io mi rifugio sul discorso diretto.
Bozze
Ho un post in sospeso da due settimane e penso di pubblicarlo non prima di qualche mese…
La faccia come il didietro
Piero Marrazzo (pace all’anima ed alla memoria di suo padre, Giornalista con la G cubitale) avrebbe dovuto dimettersi e non solo autosospendersi. Un politico non può dire bugie e, secondo me, non può nemmeno andare a prostitute(vedi Presidente del Consiglio) o prostituti. Ma, dicevo, innanzitutto le bugie no (vedi Presidente del Consiglio). Detto questo, ci vuole la faccia come il culo per chiedere, da destra, elezioni anticipate (di due mesi) nel Lazio. Perchè, ricordando quello che fa il sovrano d’Italia, dovremmo persino annullare le elezioni politiche 2008.
Berlusconia
Domenica mattina, Palatedeschi di Benevento, ottimo campo di pallacanestro trasformato in teatro della festa del PDL conclusa da Silvio Berlusconi. Ci arrivo con una certa curiosità non solo per motivi professionali, e non tanto per ascoltare il nostro Presidente, ma soprattutto per provare a capire perchè tanta gente lo vota, andando (secondo me) contro i suoi stessi interessi.
L’intervento di Berlusconi solo in apparenza è improvvisato: venti minuti di barzellette, altri venti per passare in rassegna i risultati ottenuti da lui in politica estera (l’acme è sopraggiunto sulla profezia dei carri armati russi fermati per miracolo grazie ad una telefonata a Putin), altri venti ancora sfruttati per descrivere le mirabilie realizzate in Italia (sulla ricostruzione in Abruzzo ha ragione ed andava applaudito); infine, gli ultimi venti utilizzati per impartire una lezione sui generis di diritto , argomento la Corte Costituzionale (comunista), e Procedura Penale, ovvero le intercettazioni. E il gran finale inneggiante al popolo ed alla libertà.
C’è stato anche un accenno alla priorità della lotta all’evasione fiscale, ma non ricordo, la verità, se eravamo nei primi o nei terzi venti minuti.
Mi ha colpito la folla (tanta, non tantissima) del Palasannio: pochi signori e giovanotti tirati a lucido, quelli stile manager Fininvest di una volta. Poche signore e ragazze in. Pochi giovani. Tanti anziani e tanto ceto mediopiccolo, i piccoli borghesi di una volta per intenderci.
Livello d’istruzione basso? Onestamente sì. Perchè solo uno po’ credulone può bersi che il cucù alla Merkel è servito per convincere la Germania, che una telefonata è bastata per i Turchi, che i tredici punti del trattato europeo sono stati inseriti di notte, quando gli altri primi ministri dormivano e via dicendo.
Eppure questa parte di popolo berlusconiano non è fessa. La realtà per molti è ancora più forte delle favole. Un anziano che ho intervistato inizia dicendo che sì, Silvio è l’unico e il migliore, ma aggiunge che per il Sud il Governo non sta facendo abbastanza.
Onestamente, non penso di aver capito tutto di questo popolo, anzi. Ma non mi è parso eccessivamente soggiogato da leader, tranne qualche centinaio di fan, tra i quali uno ostinatamente convinto che l’unica favola sia quella della notte con la D’Addario.
La realtà, dicevo, morde ai fianchi Berlusconi. Che non a caso ha riservato zero parole zero al Mezzogiorno (gli unici interventi in cantiere sono le ricostruzioni dell’Aquila e di Messina…meglio fermarsi qui e non augurarsi altro) .
Al netto dei fan sfegatati e degli interessati\e, Berlusconi ha seguito perchè incarna l’unica figura di leader che c’è in Italia. La maggioranza del suo popolo ieri a Benevento era rassegnata più che convinta a seguirlo. E rassegnata anche dal nulla che c’è dalle altre parti.
PS
Tra i tanti che votano Berlusconi c’è un tizio di Avellino, anzi della provincia. Non è anziano ma è parecchio fesso (infatti dice che nessuno lo fa fesso). E’ un tizio che lo vota di nascosto, perchè, per motivi lavorativi, dice che non può permettersi di dire la verità. Il voto di questo Tizio, diciamo, è un voto per immedesimazione. Oltre all’altezza (che non c’è per entrambi), vi sono altre cose presunte in comune: l’odio per i comunisti, la galanteria per il gentilsesso, la sindrome del tuttisonocontrodime, e via discorrendo. Di Berlusconi ho provato a parlare in questo post. Per il fesso ci sarà tempo.