Due chiacchiere sullo sviluppo
Mentre il malato muore, il medico studia: non c’è proverbio più adatto per descrivere la situazione sviluppo in provincia di Avellino.
Si fa davvero fatica a elencare le sigle di fantomatici accordi annunciati come la soluzione di ogni male: stati generali sullo sviluppo, patto per lo sviluppo, tavolo del buon governo. L’ultimo nato è il tavolo interassessoriale.
Difficile non avere il sospetto che tutti questi incontri abbiano come obiettivo la classica passerella per politici e sindacalisti, che guadagnano la tanto sospirata visibilità e danno l’impressione di fare qualcosa. Giù la maschera: all’Irpinia serve una operazione verità.
La nostra classe dirigente può fare ben poco dinanzi al fatto che soldi per realizzare investimenti non ce ne sono.
Ma quel poco bisogna farlo bene, rispettando i ruoli. La politica ascolti tutti ma poi sia essa a decidere come utilizzare i soldi pubblici; gli imprenditori e soprattutto i sindacalisti facciano il loro mestiere: meno conferenze stampa, meno convegni, insomma più sindacato.
Altrimenti si rischia di ripetere gli errori del recente passato, come il mancato utilizzo del fondo anticrisi della Provincia di Avellino.
